Matteo Villa
Aula E1, Polo Fibonacci
24 giugno 2026, ore 17:00

Le aspettative di cambiamento verso una società sostenibile guardano spesso all’innovazione tecnologica e a due concetti/strategie fondamentali: efficienza (ridurre i consumi di materie prime e fonti energetiche nei processi) e sostituzione (sostituire risorse naturali scarse e inquinanti con fonti rinnovabili e a basso impatto ambientale). Tale ipotesi è assunta nelle strategie politiche, per esempio dell’UE, con il concetto di decoupling, la possibilità di disaccoppiare crescita economica e impatto ambientale combinando innovazione tecnologica e superamento del modello di economia lineare a favore di uno circolare. In tale contesto le tecnologie digitali sono attribuire di un ruolo fondamentale, enfatizzato con lo slogan “twin transition ecologica e digitale”. Se da un lato tali strategie stanno producendo risultati significativi e notevoli potenziali di continuo miglioramento e sviluppo, i medesimi non appaiono ad oggi in grado di realizzare condizioni di decoupling assoluto, come sarebbe necessario, e non appaiono adeguate per tempi e dimensioni della crisi ecologica, che non riguarda solo le emissioni di CO₂, il surriscaldamento e il cambiamento climatico, ma una molto più complessa e pericolosa perdita di equilibrio del rapporto uomo-natura. Il seminario proporrà una riflessione intorno a questo punto e alla necessità di una lettura complessa della crisi, oltre il riduzionismo tipico degli approcci soluzionistici, a partire dal concetto di doppio vincolo e verso una critica degli attuali paradigmi di riferimento orientati alla massimizzazione di poche variabili. Inoltre metterà in luce alcune prospettive utili a comprendere il ruolo delle innovazioni tecnologiche nei processi ecologici e accennerà a una prospettiva metodologica per la ricerca e l’intervento in questo campo coerente con la prospettiva di complessità delineata.