Cucine da incubo: disastri proprietari, umani e no
Maria Chiara Pievatolo
Aula E1, Polo Fibonacci
15 aprile 2026, ore 17:00
Un algoritmo - vale a dire una sequenza finita di operazioni che permette di risolvere tutti i quesiti di una certa classe- non è molto diverso da una ricetta di cucina, con la differenza che il cuoco è un computer e la sua procedura è applicata tramite un programma. Che cosa succederebbe in un mondo in cui fossimo scoraggiati a cucinare da noi, le ricette fossero segrete e protette da copyright e i nostri pasti fossero serviti da un manipolo di oligopolisti detti Big Food? Succederebbe che, anche se avessimo pagato per il nostro pranzo - in denari o anche in dati - ci sarebbe molto difficile mangiare quello che vogliamo.
Qualcosa di simile, a proposito non di ricette bensì di programmi per computer, è accaduto a chi credeva di aver comprato da Amazon 1984 e La fattoria degli animali per leggerlo comodamente sul suo Kindle, o pensava di poter riparare come preferiva il trattore acquistato a caro prezzo di John Deere.
Com’è possibile? Per capirlo bisogna diffidare da chi ci insegna a mangiare solo a tavolo apparecchiato e dare un’occhiata in cucina: è davvero inevitabile, e salutare, che i programmi per computer siano segreti e protetti da un diritto d’autore di natura proprietaria?
Bibliografia
- Richard Stallman, Il pericolo degli ebook, 2009 (commentato qui)
- Rebecca Giblin e Cory Doctorow, Chokepoint capitalism, 2022
Materiale
Scarica le slides dell’incontro.